R.I.P.

Real Life? Real Life.

Non l’ho mai visto giocare.

L’ho sentito sempre e solamente nominare, anche in modo beffardo, canzonatorio. Mai un accenno al suo essere stato un campione.

Uno dei primi giocatori sui quali mi sia mai informato: chiedendo a mio nonno, a mio padre. Un milanista ed un interista. Sfegatati.

Una lettera d’oro ai Corinzi.

Addio Dottore.

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Ho pubblicato una fanzine sul calcio

Eccone la segnalazione su un sito riguardante fanzines, per darvi un’idea http://www.kathodik.it/modules.php?name=News&file=print&sid=1744 .

Anno 2005. I contatti non sono più quelli, ovviamente. Mi è ricapitata in mano pochissimi giorni fa in occasione del mensile riassetto degli scaffali più reconditi della mia libreria. Non pensavo di averne ancora, di copie. Pensavo di avere solo la matrice a.k.a. un bel malloppo di fogli A4 bilucidi intrappolato in una busta di plastica per preservarne l’integrità il più a lungo possibile. Con appicciata un’etichetta riservata alla copisteria di fiducia recante la scritta “andrea x 50”.

La pubblicai grazie alla mia etichetta, la scrisse un mio amico: che c’era di meglio?

Time did tell.

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The Originals vol. 1 – The spaghetti incident?

Riprendo a scrivere su questo blog dopo mesi di inattività con una serie di progettini che mi trascino da qualche anno e ai quali ero particolarmente affezionato. (Ma diciamo pure che mi piace approfittare degli spazi che ho per farci delle robine mie).

Bene, oggi si parla di musica. Progetti “estivi”: covers e cover bands più o meno famose. E la cosa è molto estiva, in sé: sì, perchè se nel 2011 per suonare davanti a più di 50 persone devi per forza suonare qualcosa scritto da altri almeno vent’anni prima vuol dire che siamo alla frutta. E i festivals estivi sono l’esempio più lampate, con reunion improbabili e gruppi costretti a fare patetiche cover band di sè stessi per $opravvivere. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi fortemente voluto. Mood polemica: off.

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Riflessioni sul calcio estivo

Per lavoro sono passato da Cossato, città natale di Alberto Gilardino. Mi ricordo , una volta ci giocai contro ed era fortissimo. Robe tipo lo schema è passategli la palla e poi lui fa tutto.

Non sto seguendo la Coppa America ma sento voci sulla fiacchezza di Brasile e Argentina, su un Sanchez tutto preso dal mercato e su un Cavani che forse si convertirà.

Aperitivi a Formentera.

Barbara Berlusconi che vincerà la Champions l’anno prossimo.

Dovrei mettermi a fare un inventario di tutti i 7″ della vecchia distro, ieri buttando occhiate a caso ho trovato cose interessanti come una compilation della Valium, il disco dei Wood Su Cycle e un Daitro.

Carrozzieri al Lecce, Morimoto a Novara. Chissà dove andrà ad abitare e dove uscirà. Morimoto.

Scialbe prestazioni nelle rade uscite calcistiche stagionali: critiche da parte di compagni, stampa e pubblico.

Mio padre scandalizzato dal fatto che non voglia fare l’abbonamento per l’anno prossimo. Ne parleremo meglio domani a cena e mi darà del disfattista, lasci le cose sempre a metà come l’università.

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Pisapia In Galera

PISAPIA IN GALERA (a.k.a. racconto buttato lì in dieci minuti, alla Maurizio Milani)

 

Durante le elezioni del maggio 2011 il consiglio di amministrazione della Saras cede il posto vacante di sindaco di Milano ad Palmiro Pisapia.
Letizia Moratti per par-condicio va a lavorare a Milan-Lab e tempo zero diventa colonna del laboratorio, fa tutto e tira avanti la barca, ripara il macchinario per gli emocromi e respinge i corteggiamenti languidi di Moggi e Galliani.

Quindi tramite ricatti e raccomandate alle associazioni di quartiere si fa dare 6.400 euro al mese tutti fuori busta, e fa minimo sedici giorni mensili di ferie più le danno un telefono cellulare di Fendi e un notebook di Gucci e un vibratore di Roberto Cavalli con in regalo l’abbonamento a qualche rivista hot o forse soltanto softcore.
Il vibratore di Roberto Cavalli è proprio il suo personale, quindi usato. Si potrebbe fare causa ma in fondo è meglio non scomodare gli avvocati in piena campagna elettorale.

Damiano Tommasi, delegato Cisl per l’area della Lombardia sud, dice che forse sarebbe il caso. Quelli di Sondrio su queste cose sorvolano, sotto la Madunina di solito no.
Dopo un anno di trattative il Milan viene venduto ad una cordata di danarosi ungheresi, e di seguito viene poi assorbito dalla Agip sul torrente Bozzente che fa di San Siro un night-club pieno di neo-maggiorenni dell’Est; e l’area di Milanello viene dichiarata porto franco come Livigno, e chi passa di lì non paga l’Iva per le transazioni e gli acquisti.
Percassi e Berlusconi dicono di volere aprire un duty-free videosorvegliato.

I giocatori dell’Inter, prima di un preliminare con il Galatasaray, non sapendo delle conversione dello stadio in locale notturno per adulti, decidono di giocare sul neutro di Gubbio.
L’Agip Bozzente decide di ritirare un paio di personaggi aziendali e di assumerli come netta-orinatoi. E tiene un paio di manze ben selezionate (le mogli di due centrocampisti, uno francese spacca-gambe e uno delle Marche) per gli spettacoli al palo, ma prima mette loro un neo finto e le fa tingere di biondo (anche sotto) in modo da sembrare ucraine.

O quanto meno non bresciane.
Letizia, essendo direttrice tutto-fare mani-in-pasta di Milan e Milan-Lab e del condominio Pellegatti che nel frattempo è diventato municipio e con ire indipendentiste si è staccato da Cassago Magnago, diventa la prima anoressica non ex-modella alla guida di un Comune italiano.

Viene acclamata con suffragio universale; le elezioni si terranno nell’ufficio lasciato libero da Meani, che sta scontando trenta anni di carcere duro sulla Cisa, alla presenza di un rappresentante della Lega Nord e di un magazziniere milanese e non milanista che abbia quanto meno un piano tariffario telefonico con roaming internazionale attivo da un semestre.
Palmiro Pisapia detto “il bello” viene condannato alla sega elettrica, in concussione e in contumacia, sott’olio. Le prove contro di lui sono nette e la colpevolezza è umida. La sega finisce il racconto.

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Dai, fatti vedere!

“uei, come va?”

“uei sì, bene”

” gioca il Novara stasera vieni da noi? dai, fatti vedere”

“dalla cena?”

“sottointeso”

“si, passo da casa che devo pulire un attimo e vengo per cena. comprate la partita dai”

La cena dai miei con la partita comprata su Sky quando gioca il Novara è sempre un teatrino negazionista. Mio padre che guarda il tg cambiando canale ogni volta che inquadrano un politico che NON sia D’Alema, mia sorella che mi guarda pensando allo sport che NON faccio,  mia madre che si preoccupa per quello che NON mangio, mia nonna che ormai NON mangia più.

Mio padre ha poco tempo per mangiare, torna a casa ancora alle otto di sera, cristo. E’ da 29 anni che torna a casa sempre troppo tardi. Le partite iniziano quando lui è ancora al coso che si prende per il colesterolo, che ci fa leccare al cane il fondo che tanto non gli fa male. Io mi sono già messo sul divano, mia sorella mi ha preso il mio posto. Quello storico. Ha fato solo bene.

Mi sono fatto vedere in casa quando ha giocato il Novara Calcio FC 1908, due giorni fa. Partitaccia a Trieste. Purtroppo non dico che lo è, ma quasi lo è, per colpa della pay tivù.

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Amici amici, amici un cazzo!

Campanilismo
Campanilismo

Titanico ma doveroso articolo. Sì, perchè qua si parla anzitutto di calcio. Dunque: tutto iniziò un paio di inverni fa, se ricordo bene. Con un distinto compagno di studi stilammo l’11 titolare della Squadra dell’Amicizia a.k.a. i giocatori che (per amore del pallone) avevano indossato sia la gloriosa maglia biancoblu che (schiavi del dio danaro) quella a strisce nerazzurre. Squadra Amicizia per modo di dire, dato che il Campanilismo è uno di quei pochi valori che mi appartengono. Ed infatti vivo dalla parte errata dell’Oglio con intento colonizzatore, come si può facilmente intuire.

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Natale oggi

Io penso veramente che non ci sia nulla da festeggiare. Il mio contratto lavorativo scade a marzo; nel mio ex quartiere sono apparse celtiche e svastiche ovunque, sui muri; mio nonno che ha fatto il partigiano non c’è più e non si siederà accanto a me domani a pranzo.
e alle volte purtroppo penso “meglio così, chissà che penserebbe da vivo, vedendo per le strade che han visto crescere il ramo novarese della mia famiglia dal 1700 una selva di inneggiamenti al ventennio da lui tanto odiato”. Le ho coperte migliaia di volte, in ogni modo. Ritorno nel quartiere dove sono nato di rado, ma quando ci ritorno mi si stringe il cuore: è come se mi trovassi in un mondo che a stento mi digerisce, mi sento invecchiato.
Il parchetto dove giocavo a calcio da bambino e il campo da calcio dell’oratorio dove iniziai a giocare in una squadra non aiutano  certo a scacciare questo spleen: poche ore fa avevo timore persino a portar fuori il cane, per queste strade.
Spero mi passi.
Stasera raggiungerò per l’ultima volta nel 2010 il circolo Arci dove ci ritroviamo da un bel po’ per festeggiare a modo nostro la nascita del sommissimo.
Anche per il nostro circolo, quindi, nulla da festeggiare.

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Don’t despair just because it’s christmas

Mancano ormai una manciata di  ore al santissimo natale di nostro signore gesù cristo superstar lallalalallalalallala.

Sono poche le cose che nowdays danno ancora un senso a questa giornata.
Usciti dall’età dei regali ci restano ben poche soddisfazioni: sederci a tavola a mezzogiorno, finire in dieci minuti tutto il pane che c’è in tavola mentre si aspetta che tutti siano seduti e alzarci alle sei riuscendo giusto a fare quei quattro passi che ci separano dal divano per poi sprofondare vicino al camino (con cintura e bottoni delle braghe rigorosamente slacciati). I più fortunati potranno vantare interminabili partite a scopa o a briscolone, accompagnati dal bottiglione di grappa che ‘l g’há fat zo’l sciétt del poér Taì ‘n mes fà (trad: “che ha autoprodotto il figlio del defunto signor Guerini fu Giovanni lo scorso Novembre”). I più sfortunati invece dovranno sorbirsi il tombolone coi fagioli crudi o il grande gioco dell’oca rigorosamente su tovaglia fatta a uncinetto dalla nobile zia ricca. Continua a leggere

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Music for the Terraces

bene cari amici e care amiche (oddio sembro il defunto mediaserv Mike).
visto che qui si vuole parlare anche di musica seria, quella from the terraces per intenderci, considerando anche che questo è l’ambientino giusto per farlo, voglio passarvi un po’ di discacci grezzi che sembrano sfornati appositamente per questo bel blog di forfora e pallone.

non sto qui a raccontarvi la storia dell’oi! o del movimento skinhead, ci sono miliardi di siti anche bene informati, e san wikipedia in primis.
citando pari pari:
La musica Oi! è un’evoluzione musicale e sociale del punk, nasce in Inghilterra verso la fine degli anni settanta e viene attribuito principalmente al movimento Skinhead.
Il periodo di massima visibilità del genere è compreso tra il 1978 ed il 1983. Inizialmente venne chiamato street punk, ed in seguito Oi!; oggi lo street punk può assumere diversi significati: può essere rivolto sia all’Oi!, sia all’altra variante del punk rock di ispirazione britannica. Il primo gruppo ad essere riconosciuto come Oi! fu quello degli Sham 69, con lo storico brano “If the Kids Are United”, vero e proprio inno per gli skinheads. Continua a leggere

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